Investigatore Privato Roma

L'Investigatore Privato a Roma

Hai Bisogno di un Investigatore Privato Roma? L’Agenzia Investigativa Leonardo International Investigation offre servizi di Investigazioni sia in territorio nazionale che internazionale. I principali rami di indagini sono:
  • Investigazioni Private
  • Investigazioni Aziendali
  • Investigazioni per Avvocati & Studi Legali
  • Bonifiche Ambientali
  • Perizie

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Nella sezione “servizi” troverai un’ampia gamma di investigazioni con la descrizione del servizio.

Avvalersi di un investigatore privato autorizzato significa avere prove certe e valide in sede di giudizio.

La nostra Agenzia Investigativa è autorizzata dalla Prefettura di Roma e collabora solo con operatori segnalati agli Enti competenti, rendendo così le indagini del tutto legale.

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Come scegliere un Investigatore Privato Roma?

Quando si ha un problema e si ha bisogno di chi faccia luce su una situazione poco chiara, la scelta di un investigatore privato è fondamentale. Per prima cosa bisogna assicurarsi che l’Agenzia Investigativa o l’Investigatore Privato a Roma come a altrove, abbia le Licenze necessarie per svolgere le indagini private civili o penali che siano. Come in tutti i settori, anche nell'ambito delle investigazioni esistono gli abusivi, i quali sono sicuramente più economici rispetto a chi svolge il proprio lavoro correttamente, ma, rivolgendosi a loro, ci si assume il rischio di ricevere denunce sia civili che penali.

Ebbene sì, ricordiamo che le investigazioni private non sono un gioco, bisogna che vengano effettuate da professionisti e la garanzia della professionalità può essere fornita solo dalla Licenza rilasciata dalla Prefettura di zona.

A tal proposito inseriamo i numeri delle Nostre Licenze:

Licenza n° Prot. nr. 44755/Area I TER O.S.P. per le Indagini Civili e Prot. Nr. 194363/Area I TER O.S.P per le Indagini Penali, entrambe rilasciate dalla Prefettura di Roma.

Ricordiamo inoltre che tutti i nostri Collaboratori sono segnalati presso gli Uffici competenti della Questura e della Prefettura, questo fa sì che oltre alle prove materiali (documentazione, video, foto etc..), i Nostri Clienti possono richiedere anche la prova Testimoniale.

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Cosa rischio rivolgendomi ad un Investigatore Privato Roma non Autorizzato?

Investigatore Privato non Autorizzato

Come detto prima, si può andare incontro a denunce molto serie. Prima tra tutte la violazione della Privacy, argomento oggi molto sentito e severamente punito in Giudizio. Altro rischio è quello di rendersi Mandanti di eventuali reati commessi dal sedicente Investigatore Privato in fase di indagine. Ricordiamo che, non avendo Licenza Investigativa, anche l’istallazione di una semplice apparecchiatura GPS non è lecita. Inoltre non si ha la certezza che la persona a cui ci siamo affidati sia a conoscenza di cosa può e cosa non può fare in fase di indagine, questo ovviamente può far commettere reati. Anche supponendo che tutto fili liscio, si presenta poi il problema della validità delle prove raccolte. Non potendo svolgere le indagini, le prove raccolte dal finto Investigatore Privato sono praticamente inutili, non si possono portare in Giudizio in quanto reperite in modo non lecito. Spesso riceviamo Clienti che hanno delle prove fornite da questi Investigatori non Autorizzati ma devono ripetere tutta l’indagine poiché lo Studio Legale a cui si sono rivolti ha giustamente consigliato di non presentare quelle prove in quanto potrebbero essere controproducenti. In questi casi il danno è doppio, il primo è economico, in quanto ci si trova a dover affrontare le spese di un’altra indagine, il secondo è logistico/organizzativo in quanto, spesso e volentieri queste persone, per raggiungere il proprio scopo, insospettiscono il soggetto indagato a volte fino a sospendere le azioni di nostro interesse (ricordiamoci sempre che chi fa qualcosa che non dovrebbe fare è sempre sospettoso e al minimo sentore di essere sotto indagine è pronto a sospendere tutto finché non si riorganizza in altro modo. Questo succede in tutti i campi, dallo spaccio di sostanze stupefacenti alla falsa malattia fino alle relazioni extraconiugali).

Per approfondimenti sui casi di infedeltà coniugale visitare la pagina INFEDELTÀ CONIUGALE

Passiamo a qualche esempio di investigazione privata

Ovviamente, come già detto nella pagina FAQ, i casi non sono tutti uguali, quindi non si può fare un preventivo generico. Ogni nostro cliente riceverà un preventivo in base alle proprie esigenze, ma utilizziamo alcuni esempi per fornire un'idea sullo svolgimento di indagini di un Investigatore Privato a Roma.

Investigatore privato Roma

Investigatore Privato Roma

Assenza da lavoro per falsa malattia


Il presente racconto ha il solo scopo di fornire un'indicazione di tipologia di indagine svolta.
Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono stati modificati a tutela della Privacy degli interessati. Qualunque riferimento a fatti, luoghi e persone esistenti o esistite è puramente casuale.

È un caldo lunedì mattina di Giugno, non sono nemmeno le 08:00 quando riceviamo la telefonata del Sig. Nasti, titolare di un negozio di abbigliamento al centro di Roma. Ci viene richiesto un appuntamento nella mattinata stessa e, per ovvie ragioni logistiche, il Sig. Nasti ci richiede gentilmente di raggiungerlo in negozio, richiesta che ovviamente non abbiamo problemi ad accettare.

Arriviamo al Negozio e ci viene immediatamente palesato il motivo della telefonata. Visibilmente contrariato (come ci capita quasi sempre di vedere in questi casi), il Sig. Nasti ci dice che è arrivato l'ennesimo certificato di malattia da parte di un suo dipendente, Marco, il quale è solito fare dai 5 ai 10 giorni di malattia al mese nonostante i suoi 35 anni ed una apparente perfetta salute fino al giorno prima della malattia. Ovviamente, sono state inviate già le visite fiscali previste, ma non hanno dato gli esiti auspicati. A questo punto il Sig. Nasti ci dice di aver cercato un Investigatore Privato a Roma per vederci più chiaro e capire se si trova davanti ad un caso di falsa malattia.

Organizziamo il servizio per il giorno successivo.

Iniziamo il servizio alle ore 06:00, individuiamo l’auto che ci è stata indicata e ci appostiamo. Alle 07:30 vediamo Marco uscire dal portone di casa con pantaloncini e t-shirt, scarpe da tennis e fascia al braccio per il telefono. Lo vediamo indossare gli auricolari, riporre il telefono nell'apposita fascetta da braccio (dopo aver probabilmente inserito la play list desiderata) e partire di corsa. Seguiamo il soggetto di nostro interesse fino ad un parco, dove entra ed inizia a percorrere, sempre correndo, quella che è una pista ciclabile. L'allenamento dura circa un'ora dopodiché Marco rientra a casa.

Lo vediamo uscire nuovamente alle 09:15, stavolta è in jeans e maglietta, prende un'altra auto, non quella che ci era stata segnalata e parte. Lo seguiamo per un paio di chilometri finché lo vediamo parcheggiare davanti un bar, in zona Roma Eur. Lì incontra degli amici, fa colazione con loro, li saluta e riparte. Seguiamo il soggetto ancora per qualche chilometro, quando lo vediamo entrare nel parcheggio di un ristorante, scendere dall'auto e varcare la porta della struttura. L'orologio segna le ore 10:05.
Restiamo appostati, ma Marco non si vede. Alle 12:40, iniziano ad arrivare i primi avventori del ristorante, ma è intorno alle 13:15 che arriva il grosso della clientela. A questo punto decidiamo di entrare.

Ci sediamo, il ristorante è ben arredato, pulito e ai tavoli notiamo soprattutto professionisti ed agenti di commercio. Contiamo tre camerieri in sala più un cassiere, ma di Marco non c’è traccia. Ordiniamo, attendiamo che escano altri camerieri ma nulla, lo staff di sala è tutto lì. L’unica altra possibilità che ci resta è che Marco sia a lavoro in cucina, ma dobbiamo riuscire ad entrare per vedere se effettivamente è così. Iniziamo a parlare amichevolmente con il cameriere assegnato al nostro tavolo, poco dopo passiamo alle lusinghe, diciamo che i piatti serviti erano ottimi e chiediamo di poterci complimentare con lo chef. Ci viene accordato il permesso, ci affacciamo alla cucina dall'uscio ed eccolo lì, Marco, divisa bianca e cappello in testa, intento a preparare alcuni antipasti. Mentre ci complimentiamo con lo chef, notiamo che Marco si occupa anche della cottura di alcune pietanze, probabilmente è una sorta di aiuto-cuoco. Ringraziamo, salutiamo ed attendiamo che Marco esca dal ristorante.

Sono le 16:40 quando vediamo Marco riprendere l’auto e ripercorrere la strada verso casa, dove arriva alle 17:00, giusto in tempo per un eventuale visita fiscale.
Uscirà nuovamente alle 20:40 per trascorrere una serata tra amici, alcuni dei quali sono quelli incontrati la mattina al bar.

La mattina successiva ci appostiamo nuovamente e Marco replica alla perfezione le mosse fatte il giorno prima. Alle 10:00 precise è al ristorante. Ovviamente, non possiamo replicare la scena dei complimenti allo chef, pertanto decidiamo di inviare all'interno del ristorante, sempre intorno alle 13:15, una coppia con un bimbo di circa 1 anno. Studiati bene i tempi, aspettato che i camerieri fossero lontani in quel momento, la madre del bimbo, con un biberon in mano, si affaccia in cucina chiedendo alla persona più vicina se è possibile riscaldare il latte a bagnomaria. Fortuna vuole che il più vicino sia proprio Marco, il quale, molto gentilmente a dire il vero, si fa carico della richiesta della signora e dice che manderà il latte al tavolo appena pronto. Così, dopo pochi minuti arriva il latte al tavolo.

Attendiamo l’uscita di Marco da lavoro che stavolta parte alle 16:30 dal ristorante per essere a casa alle 16:45.
La sera non lo vediamo uscire.
La mattina successiva non vediamo Marco fare il solito allenamento, ma alle 09:00 esce di casa per andare a fare colazione al solito bar.

Puntualmente alle 10:00 è al ristorante. Siamo pronti con un altro escamotage per entrare in cucina, ma intorno alle 12:15 vediamo Marco andare a prendere qualcosa nella propria auto con la divisa da cameriere. Nel mestiere di Investigatore Privato capita spesso di doversi confrontare con situazioni impreviste. Decidiamo di entrare come normali clienti alle 13:00 però, quando il locale non è ancora pieno. Appena entrati vediamo Marco che serve una coppia di anziani al tavolo e ci accomodiamo accanto a loro (avendo notato nei giorni precedenti che i camerieri dividono la sala in zone ed ognuno cura la propria). Puntualmente a servirci è Marco, che si dimostra abile anche in questo lavoro e soprattutto in perfetta salute. In effetti notiamo che ben due dei tre camerieri non sono presenti in sala, quindi, probabilmente, Marco è provvisoriamente in aiuto allo staff di sala. Come sempre, dopo aver fatto il nostro lavoro, ringraziamo e ce ne andiamo. Ovviamente riprendiamo l’appostamento.

Alla solita ora il soggetto di nostro interesse esce dal ristorante e si reca a casa. Uscirà nuovamente alle 19.40 per incontrare i soliti amici e passare la serata con loro.
Il Venerdì mattina della stessa settimana torniamo al negozio del Sig. Nasti, al quale illustriamo cosa abbiamo scoperto e rilasciamo la relazione con le prove audio/video.

Dopo qualche tempo, il Sig. Nasti ci ha fatto sapere che è riuscito a licenziare Marco anche grazie al nostro lavoro da Investigatore Privato e alle prove fornite.

Per approfondimenti sui casi di indagini aziendali visitare la pagina INVESTIGAZIONI AZIENDALI
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investigatore privato Roma

Investigatore Privato

Controllo Minori


Il presente racconto ha il solo scopo di fornire un’indicazione di tipologia di indagine svolta.
Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono stati modificati a tutela della Privacy degli interessati. Qualunque riferimento a fatti, luoghi e persone esistenti o esistite è puramente casuale.

È da un paio di mesi che Angela e Gabriele genitori di Paolo, 16 anni appena compiuti, hanno notato un cambiamento nella vita del figlio. Ha iniziato a fare più tardi la sera, frequenta amici diversi, si allontana sempre più di frequente dal quartiere e chiede molto più spesso soldi ai genitori. Certo, potrebbe essere una ragazza la causa di questi cambiamenti, ma quello che fatto suonare il campanello di allarme, soprattutto in Angela, è l'aver visto Paolo uscire dall'auto di un ragazzo sulla trentina che non aveva mai visto. Da questo episodio è partita la ricerca di un Investigatore Privato a Roma da parte della coppia.

Spiegati i motivi delle loro preoccupazioni durante il colloquio, Angela e Gabriele ci forniscono le informazioni necessarie per l'avvio delle indagini.
Il giorno successivo iniziamo con un monitoraggio del ragazzo all'ingresso e all'uscita da scuola ma, al di fuori di altri studenti, non rileviamo situazioni particolari. Seguiamo Paolo durante il tragitto verso casa, sappiamo che è solito coprire la distanza in compagnia di un amico e utilizzando i mezzi pubblici di superficie. Alla fermata dell'autobus l'amico di Paolo prende dalla tasca anteriore dei jeans un pacchetto di sigarette, la prima la mette subito tra le labbra, la seconda la offre a Paolo, il quale, senza fare complimenti, la prende e attende che il compagno gli dia da accendere. Appena il tempo di finire la sigaretta e arriva l'autobus che porterà il ragazzo alla fermata che dista pochi metri da casa.

Sono le 18:00 quando vediamo uscire il ragazzo a bordo del suo scooter e prontamente lo seguiamo per controllare i suoi movimenti.
Il pedinamento ci porta in una strada poco affollata, dopo circa 200 metri ci sono delle fioriere in cemento ad impedire il passaggio veicolare, ma un piccolo varco centrale permette di proseguire a piedi. Seduti sul bordo delle fioriere ci sono tre ragazzi sulla ventina e una ragazza forse un po' più giovane. Paolo si avvicina al gruppetto, due di loro gli mettono un braccio intorno al collo, siamo un po' distanti ma non ci sembra un abbraccio amichevole, sembra più l'atteggiamento di chi vuole sottomettere qualcuno vincolandolo nei movimenti. Il soggetto di nostro interesse, visibilmente intimidito, tira fuori dalla tasca una banconota da € 50 un po' stropicciata e la consegna al ragazzo che era rimasto seduto. Utilizziamo delle apparecchiature professionali da investigatore privato per riprendere ciò che accade senza essere visti e le immagini ci mostrano un rapido movimento dell'unica ragazza del gruppo che presumibilmente passa nella mano destra del ragazzo qualcosa di molto piccolo. I due ragazzi che gli cingono il collo con le braccia finalmente allentano la presa, Paolo può prendere lo scooter e riparte.

Riprendiamo il pedinamento e vediamo il ragazzo parcheggiare all'ingresso di un parco non distante dalla propria abitazione. Appoggiati su sedili improvvisati ci sono una decina di adolescenti tra cui tre ragazze, una di loro appena si accorge dell'arrivo di Paolo gli va incontro, lo abbraccia e lo bacia, il tutto è sottolineato da un coro della comitiva. Con fare un po' spavaldo, decisamente diverso dall'atteggiamento tenuto prima con gli altri ragazzi più grandi, Paolo tira fuori dalla tasca qualcosa ricoperto da carta argentata e la mostra al gruppo, il quale risponde con un applauso, mentre la ragazza accanto a lui lo bacia nuovamente. Passano pochi secondi da questa scena a quella della preparazione degli spinelli e le conseguenti “fumate di gruppo”.

La serata passa così e intorno alle 22:00 il ragazzo rientra dopo aver accompagnato la sua ragazza, che abbiamo sentito chiamare Lisa, fin sotto il portone di casa.

Passano due giorni e le mosse del ragazzo sono quasi sempre uguali, scuola, acquisto dell'hashish e fumate al parco con gli amici, unica differenza è una partita a calcetto con i soliti amici più altri coetanei mai visti prima.
Il lavoro da investigatore privato non è sempre dinamico come lo si immagina, anzi, spesso è fatto di lunghe attese e di routine dettata dal comportamento del soggetto di interesse. La bravura di un investigatore è data anche dalla capacità di passare dall'appostamento/appiattamento al pedinamento dinamico in pochissimi attimi.

Passa ancora un giorno, vediamo Paolo uscire prima del solito, alle 16:30 circa, arrivare nella solita stradina interrotta dalle fioriere da quelli che ormai abbiamo potuto appurare essere i suoi fornitori di hashish e scendere dallo scooter per avvicinarsi a loro. Stavolta il clima è molto più teso del solito, uno dei ragazzi che il primo giorno aveva cinto il collo di Paolo, si avvicina e gli intima di consegnare le chiavi dello scooter. Il ragazzo è spaventato e cerca di tornare indietro ma viene bloccato e le chiavi gli vengono sottratte con forza, a questo punto sentiamo il capo della gang dire chiaramente: “lo teniamo noi finché non paghi! Vieni domani con i soldi e te lo riprendi!” Paolo è visibilmente spaesato e spaventato, forse era andato con la convinzione di poter prendere ancora qualche grammo di hashish a credito ed ora si ritrova a dover spiegare ai suoi come mai non ha lo scooter. Le suppliche di Paolo purtroppo non bastano ad impietosire la banda e il soggetto di nostro interesse si incammina a testa bassa e piangendo in direzione di casa.

Monitorando la situazione abbiamo ritenuto opportuno non intervenire, saremmo stati pronti a farlo qualora il ragazzo fosse stato in pericolo.
Il tragitto verso il parco viene coperto totalmente a piedi, saranno circa 4 chilometri, Paolo stavolta però non entra, sentiamo il telefono che squilla, ma il ragazzo, dopo aver controllato il chiamante, non risponde. Poco lontano dal parco, notiamo il ragazzo sedersi su di un muretto e fare una telefonata. Dopo pochi minuti arriva in scooter uno dei suoi amici del parco, probabilmente il migliore amico, con lui Paolo si sfoga e scoppia in un pianto ininterrotto. L'amico lo consola come può e gli offre ospitalità per la notte così non è costretto a spiegare ai genitori come mai non ha lo scooter.

Ovviamente Angela e Gabriele sono stati avvertiti da noi dell'accaduto e decidono di negare al ragazzo il permesso di dormire dall'amico appena ricevuta la chiamata del figlio. Vediamo Paolo rincasare alle 22:00 circa. Il giorno successivo, mentre il ragazzo è a scuola incontriamo Angela e Gabriele, i quali ci dicono che la sera precedente hanno parlato a lungo con Paolo e che finalmente si era aperto e gli aveva confessato tutto. Il debito accumulato da Paolo è di circa 400€ e i genitori hanno deciso di non denunciare subito, ma dare al ragazzo la somma per il “riscatto” dello scooter a patto che non abbia più nulla a che fare con quei ragazzi e con l’hashish. Ovviamente ci viene chiesto di monitorare la consegna dei soldi e che il ragazzo sia al sicuro.

Intorno alle 17:00 vediamo Paolo uscire in auto con il padre, il quale lo accompagna nei pressi della solita stradina e resta in attesa. Non ci avevano avvisati che sarebbe andato accompagnato da Gabriele, ma capiamo la preoccupazione di un genitore. Nella strada Paolo entra da solo e raggiunge il gruppetto di ragazzi con andatura abbastanza determinata, evidentemente sente la sicurezza di avere il padre alle spalle, uno di loro è seduto sul suo scooter ma Paolo va dritto dal capo e, senza perdere tempo, consegna i soldi. Un cenno fatto all’amico fa sì che lo scooter venga liberato e Paolo ne riprende possesso. Uno del gruppetto lo canzona un po' dicendo che è quasi a secco e potrebbe restare a piedi poco più avanti, ma a parte questo lo scambio procede liscio. Paolo raggiunge subito il padre e insieme vanno casa.

Dopo qualche tempo Angela e Gabriele ci fanno sapere che le cose sono molto migliorate ed anche il loro rapporto genitori/figlio è cambiato in meglio. Ci dicono che questo è stato possibile anche grazie al nostro lavoro da investigatore privato su Roma e che il nostro intervento è stato molto importante

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